Ester Passiatore, Liutaia di Bari: l'arte scolpita nel legno
Esiste una Bari che non corre, che non segue il ritmo frenetico del digitale, ma quello lento e costante delle pialle e della sgorbia. È la Bari di **Ester Passiatore**, una liutaia che ha scelto di tornare al Sud per seminare un’arte antica, dove ogni gesto è una sfida al tempo che passa.
### **Essere il "Cuoco di Cesare": una scelta di vita**
Tutto ebbe inizio con una domanda provocatoria di un insegnante: *«Volete essere Cesare o il cuoco di Cesare?»*. *«Mi resi conto che volevo essere il cuoco»*, racconta Ester. *«Io sono il cuoco, il musicista è Cesare»*. In questa metafora c’è l’essenza della sua missione: restare dietro le quinte per preparare con cura ossessiva lo "strumento" del successo altrui. La musica è un’arte sublime e contribuire a qualcosa di più alto, scolpendo il legno perché diventi voce, è ciò che l’ha portata a scegliere la liuteria.
### **La sfida all’accelerazione: il valore dell'attesa**
In un mondo che fatica a stare dietro ai propri ritmi, la bottega di Ester è un avamposto di resistenza. La liuteria richiede fedeltà a processi che non possono essere accelerati: la stagionatura del legno, le colle naturali, i tempi della verniciatura. Utilizzare le macchine svaluterebbe lo strumento, perché un violino artigianale è fatto di materiali organici; è un oggetto vivo che, più invecchia e più vibra, più diventa prezioso. Come Ester sottolinea con saggezza: *«Abbiamo tutti un po’ sete di rallentare»*.
### **Da Milano a Bari: dove il mondo viene a trovarti**
Dopo la formazione alla prestigiosa Scuola Civica di Liuteria di Milano e anni di bottega con grandi maestri, Ester ha scelto di tornare. *«Sentivo che al Sud c’era bisogno di questo mestiere»*. La sua bottega, a soli 50 metri dal Conservatorio "Niccolò Piccinni", è diventata un crocevia internazionale.
*«Di questo sono grata alla città di Bari»*, racconta, *«perché non credo che altrove avrei avuto così tanta possibilità di farmi conoscere restando nella mia bottega. Il mondo mi viene a trovare qui»*. Dagli insegnanti di conservatorio stranieri ai turisti curiosi che non sanno nulla di musica ma vogliono vedere come nasce un violino, la sua porta è un portale aperto sulla creatività.
### **Quella scultura sonora partita da Bari e arrivata a Vienna**
Tra i tanti aneddoti, Ester ne custodisce uno quasi magico. Dopo aver affittato dei contrabbassi a un'orchestra barocca spagnola impegnata al Teatro Petruzzelli, stringe amicizia con un musicista. Tempo dopo, quello stesso musicista si ritrova a suonare a Vienna. Il caso vuole che lo strumento che gli viene affidato nella capitale austriaca sia proprio un violone barocco costruito anni prima da Ester. Un frammento di Bari, scolpito nel legno, che torna a vibrare nelle mani di un amico su uno dei palchi più prestigiosi d'Europa.
### **Bari: una città spontanea e in fermento**
Per Ester, Bari è una città ancora autentica, capace di offrire un fermento musicale che spazia dal jazz alla classica, accessibile a tutti in ambienti rilassati. I musicisti che vengono da fuori amano lo stile di vita, il clima mite e l’accoglienza che li fa sentire costantemente in vacanza.
*«Inviterei senz’altro musicisti e turisti a vedere Bari»*, conclude Ester, *«perché c’è un fermento musicale ricco, non è una città piatta»*. In questo fermento, la sua bottega resta un punto fermo: un luogo dove si parte da un tronco di legno e, tra silenzi mattutini e cura artigiana, si scolpisce il suono del futuro.\
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[**Vai al video**](https://youtu.be/mzdHSk2YW9c)
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